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links su telelavoro:Aspetti giuridici economici, sociali e tecnologici. Vantaggi/svantaggi del Telelavoro Telelavoro e disabili Legge e Contratti sul Telelavoro Guida del Telelavoro negli enti locali Accordo sul Telelavoro subordinato Proposta sul telelavoro a domicilio |
Una delle principali
finalità dei corsi del progetto Fenice è il reinserimento
sociale e lavorativo dei trapiantati. Che cos’è il Telelavoro? Il Telelavoro può essere inteso come un modo di lavorare indipendente dalla localizzazione geografica dell’ufficio o della azienda, facilitato dall’uso di strumenti informatici e telematici: basta un PC, un Fax ed un Telefono. Il primo a parlare di lavoro a distanza fu Jack Nilles, scienziato americano esperto di politica dei trasporti, che propose nel 1973 i termini di telecommuting e di telework, il primo inteso come la possibilità di portare il lavoro ai lavoratori piuttosto che i lavoratori al lavoro e il secondo come ogni forma di sostituzione degli spostamenti di lavoro con le tecnologie dell’informazione. Dal 1973 ad oggi la definizione che si ritiene piu’ esaustiva è quella elaborata dalla Fondazione Europea di Dublino in cui si definisce il telelavoro come: ogni forma di lavoro svolta per conto di un imprenditore o un cliente da un lavoratore dipendente, un lavoratore autonomo o un lavoratore a domicilio, che è effettuata regolarmente o per una quota consistente del tempo di lavoro da una o piu’ località diverse dal posto di lavoro tradizionale utilizzando tecnologie informatiche e/o delle telecomunicazioni.
Le Tipologie del lavoro a distanza sono:
Quali sono i vantaggi e svantaggi del Telelavoro? Un'azienda che intende introdurre il telelavoro non può basare
il proprio funzionamento su un'organizzazione fondata sulla concezione
tayloristica del lavoro. La Pubblica Amministrazione ha interesse a diffondere l'uso del telelavoro, potrebbe far risparmiare energia, salvaguardare l'ambiente, sviluppare aree rurali e aiutare la disoccupazione, ma il loro rapporto in Italia è difficile per la sua disorganizzazione e arretratezza funzionale. Nonostante si sia varata la legge "Bassanini" nel 1998 e un regolamento nel 1999, c'è un vuoto di base difficilmente colmabile. Con l'Accordo quadro del marzo 2000 che sottolinea parità di trattamento e volontarietà delle teleprestazioni si spera che la situazione cambi. Non basta comunque una legge, bisogna attivare condizioni culturali e organizzative per la sua diffusione. Vantaggi: Da parte delle aziende:
Da parte dei lavoratori:
Naturalmente molti sono anche gli svantaggi, soprattutto
se non applicato nel modo migliore: le case possono essere troppo
piccole, ma questo motivo si è molto ridotto perché
in altre nazioni, come Stati Uniti o Giappone, le case sono ancora più
piccole eppure è più diffuso. Il compito è quindi
di architetti e urbanisti che devono rendere le abitazioni intelligenti.
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17 luglio 2004 ultima modifica 22 luglio 2007 |