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Mi è sempre piaciuto andare a correre e fare sport, ma in quella primavera sentivo di accusare un po’ di stanchezza nel farlo, niente di tanto forte da farmi preoccupare….”forse un po’ troppo lavoro e troppe sere fuori con gli amici” – pensavo! Poi quel primo Maggio… Non avevo neanche mai sentito parlare di una cosa simile ed è forse per questo che non mi rendevo conto di ciò che mi stava accadendo… solo dopo ho saputo che è una forma di virus che ha il 90% dei casi a decorso mortale e l’unica possibilità è il trapianto! Vedevo negli occhi dei miei genitori tanta paura e un gran
via vai di medici ed infermieri, tutti molto gentili e premurosi, nella
mia stanza. Ricordo tutto, di quel viaggio in ambulanza fino all’Ospedale Cisanello di Pisa, poi sulla porta della Terapia Intensiva ad aspettarmi, una barella e quattro infermieri vestiti di verde… ho guardato mio padre ed è stato proprio il suo viso pieno di paura e lacrime, l’ultima cosa che mi è rimasta in mente….poi il buio! Da lì in poi non ricordo più niente, anche
se, raccontano i miei, nei due giorni e mezzo che hanno preceduto il mio
coma, ho parlato con loro, nelle brevissime visite, che i medici li permettevano
di fare. Quando ho riaperto gli occhi…la mia vita era cambiata!! Ho spesso pensato in quei giorni, di non farcela, che non sarei mai più tornata a casa, ma poi trovavo la forza per non lasciarmi andare, pensando a quel mondo di amici e di persone che mi volevano bene, lì fuori ad aspettarmi. Non potevo arrendermi, per mia madre e mio padre, che ogni giorno mi guardavano impauriti e pieni di dolore, da quella piccola finestra che dava sulla mia camera, della Trapiantologia Epatica. Dopo il secondo trapianto, sono rimasta ancora in ospedale per un bel po’, ma le mie condizioni iniziarono a migliorare da subito. Al mio fianco, un Professore e tutta la sua equipe, meravigliosi. Persone piene di umanità e professionalità, che mi hanno seguita in modo totale. Non li dimenticherò mai!! Sono stata dimessa dall’ospedale, dopo quasi tre mesi di degenza e tornando a casa, ho trovato ad aspettarmi un paese in festa…sulla strada, in uno striscione i miei amici avevano scritto: “ Simo come la torre di Pisa, barcolla ma non molla!!!!!” E non ho mollato davvero! Adesso dopo due anni, la
mia vita è ripresa regolare, con le mie pasticche da prendere
ogni giorno e i controlli da fare, ma con ancora tanta voglia di vivere.
Tutto l’amore mio più grande, va alle due persone che mi hanno donato e alle famiglie che hanno acconsentito all’espianto, non so se mi basterà mai l’intera vita per ringraziarli, ma sicuramente ce la metterò tutta!
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