banda di trapiantati

rinascere ha un sapore speciale
profuma di fresco e di mattino
ha il colore biancoargento della bruma
e la sensazione di avere ancora tempo a disposizione
perchè il giorno è appena cominciato

Sei qui: Home > Storie di trapiantati > Simona

Home Page - Mappa del sito - Contattaci: info@bandaditrapiantati.com

scegli la tonalità
scura vivace chiara no stile

Le nostre storie


Alfonso
Camilla
Carlo
Daniela
Fernando
Michela
Nicola
Simona

Se hai vissuto l'esperienza del trapianto, condividi la nostra iniziativa e lo spirito con cui abbiamo raccontato le nostre storie, mandaci il racconto della tua vicenda e noi la pubblicheremo. Come abbiamo fatto con le storie di:
Rossella
Giuseppe
Bruno
Anna
Giampiero

Contattaci



la nostra chat

la piccola Simo Credo che, fino al maggio del 2002, la mia vita sia trascorsa molto serenamente.
Figlia unica e un po’ viziata, di due splendidi genitori, sono nata in un piccolo paesino immerso nel verde del Chianti, dove tutti ci salutiamo per nome e dove ogni faccia è una faccia conosciuta.

Mi è sempre piaciuto andare a correre e fare sport, ma in quella primavera sentivo di accusare un po’ di stanchezza nel farlo, niente di tanto forte da farmi preoccupare….”forse un po’ troppo lavoro e troppe sere fuori con gli amici” – pensavo!

Poi quel primo Maggio…
Un po’ di nausea, una leggera febbriciattola e tanti brividi che mi salivano per tutta la schiena…non mi allarmai più di tanto, perché il giorno prima ero stata al mare e avevo mangiato del pesce e magari non troppo fresco!!!
Poi la notte un improvviso dolore appena sotto il seno, forte, fortissimo, che mi toglieva il respiro e il mio viso iniziò a diventare di un colore giallastro.
Fui ricoverata d’urgenza, nel reparto di Malattie Infettive di Siena, ma rimasi lì, soltanto poche ore: gli esiti delle analisi parlavano chiaro “Epatite B Fulminante”.

Non avevo neanche mai sentito parlare di una cosa simile ed è forse per questo che non mi rendevo conto di ciò che mi stava accadendo… solo dopo ho saputo che è una forma di virus che ha il 90% dei casi a decorso mortale e l’unica possibilità è il trapianto!

Vedevo negli occhi dei miei genitori tanta paura e un gran via vai di medici ed infermieri, tutti molto gentili e premurosi, nella mia stanza.
L’ultimo ad entrare, fu il Primario, che con parole molto dolci, mi disse che mi avrebbero trasferita a Pisa, perché il mio fegato aveva bisogno di cure speciali. Gli strinsi la mano e cercai un po’ di coraggio.

Ricordo tutto, di quel viaggio in ambulanza fino all’Ospedale Cisanello di Pisa, poi sulla porta della Terapia Intensiva ad aspettarmi, una barella e quattro infermieri vestiti di verde… ho guardato mio padre ed è stato proprio il suo viso pieno di paura e lacrime, l’ultima cosa che mi è rimasta in mente….poi il buio!

Da lì in poi non ricordo più niente, anche se, raccontano i miei, nei due giorni e mezzo che hanno preceduto il mio coma, ho parlato con loro, nelle brevissime visite, che i medici li permettevano di fare.
Il mio nome fu inserito nella lista di “super urgenza a livello Nazionale” e l’organo è miracolosamente arrivato, quando mi erano rimaste appena 6 ore di vita.

Quando ho riaperto gli occhi…la mia vita era cambiata!!
Il mio organo “salva vita” era purtroppo di un gruppo sanguigno diverso dal mio, mi aveva salvato davvero, ma aveva molte possibilità in più di rigetto.
Malgrado mille filtraggi del mio sangue e plasma, dopo soli dieci giorni dall’intervento il mio corpo ha rigettato il nuovo organo.
E’ difficile trovare le parole giuste, per descrivere la sofferenza di quei giorni, passati tra febbre altissima e flebo di cortisone, che trasformavano il mio corpo a vista d’occhio…poi l’attesa di un nuovo organo!

Ho spesso pensato in quei giorni, di non farcela, che non sarei mai più tornata a casa, ma poi trovavo la forza per non lasciarmi andare, pensando a quel mondo di amici e di persone che mi volevano bene, lì fuori ad aspettarmi. Non potevo arrendermi, per mia madre e mio padre, che ogni giorno mi guardavano impauriti e pieni di dolore, da quella piccola finestra che dava sulla mia camera, della Trapiantologia Epatica.

Dopo il secondo trapianto, sono rimasta ancora in ospedale per un bel po’, ma le mie condizioni iniziarono a migliorare da subito. Al mio fianco, un Professore e tutta la sua equipe, meravigliosi. Persone piene di umanità e professionalità, che mi hanno seguita in modo totale. Non li dimenticherò mai!!

Sono stata dimessa dall’ospedale, dopo quasi tre mesi di degenza e tornando a casa, ho trovato ad aspettarmi un paese in festa…sulla strada, in uno striscione i miei amici avevano scritto: “ Simo come la torre di Pisa, barcolla ma non molla!!!!!

E non ho mollato davvero! Adesso dopo due anni, la mia vita è ripresa regolare, con le mie pasticche da prendere ogni giorno e i controlli da fare, ma con ancora tanta voglia di vivere.
Ho vicino a me, un uomo che amo e la mia famiglia, faccio un po’ meno sport, ma soltanto per pigrizia….rido, piango, mi diverto e sogno ancora!
Spesso, quando mi guardo allo specchio e sfioro con la mano la cicatrice che ho sul mio addome, mi vengono i brividi…gli stessi che sento, quando penso che, chissà dove, in questo cielo che resta lì, ci sarà qualcuno che sicuramente sarà orgoglioso di me..

Tutto l’amore mio più grande, va alle due persone che mi hanno donato e alle famiglie che hanno acconsentito all’espianto, non so se mi basterà mai l’intera vita per ringraziarli, ma sicuramente ce la metterò tutta!

SIMONA
9 giugno 2004

simo.corti@virgilio.it

Il mio Blog su questo sito

torna in cima

Zerene cesonia - pieridae (Usa)

 

 

 

 

 

La pubblicazione e/o riproduzione dei contenuti di questa pagina è lecita se autorizzata dall’autore, in caso contrario egli potrà invocare per la violazione dei suoi diritti la tutela che la legge gli accorda in base all’articolo 2 della legge sul diritto d’autore (n.633/41).

webmasters: Michela & Nicola
Home Page - Mappa del sito - Contattaci: info@bandaditrapiantati.com - Crediti


questo sito è nato il 17 luglio 2004
ultima modifica 22 luglio 2007