La foto dell'articolo ritrae la mia mamma. Il rene artificiale fu comprato da mio padre e quell'acquisizione rappresentò una tappa importante per la medicina a Siena.

Qui di seguito la trascrizione dell'articolo del giornale:

Foto di articolo tratto da Cronache di Siena del 6 marzo 1969Siena, 6 marzo 1969

Anche a Siena l’Ospedale di S.Maria della Scala nel reparto di Urologia diretto dal Prof. Acconcia è stato realizzato il cosiddetto rene artificiale per i pazienti affetti da nefropatie croniche.
La dialisi extracorporea o rene artificiale è il metodo moderno di terapia dell’insufficienza renale acuta e cronica.
Per dialisi s’intende quella serie di fenomeni che avvengono quando due soluzioni di differente concentrazione sono separate da una membrana semipermiabile (cellophan).

Gli apparecchi capaci di realizzare la dialisi extracorporea e quindi di depurare il sangue alterato per la deficiente o mancante funzione dei reni sono detti perciò reni artificiali.
In pratica il sangue prelevato, a mezzo di una cannula di plastica siliconata, da una vena o da un’arteria del paziente viene convogliato nell’interno da tubi di cellophan continuamente bagnati all’esterno da una soluzione di elettroliti alla stessa concentrazione di quelli normalmente contenuti nel plasma.
Alla fine del circuito extracorporeo il sangue ritorna al paziente attraverso un’altra cannula di plastica posta in un’altra vena. Si può dunque stabilire tra sangue e soluzione una corrente osmotica tale da permettere di estrarre rapidamente dal sangue svariate sostanze tossiche endogene ed esogene così come fa il rene in condizioni normali.
Negli ultimi decenni benché numerosi perfezionamenti tecnici siano stati apportati a questi apparecchi (Skeggs e Leonards, Alwall, Kolff, Battezzati, Richet, ecc) era sempre necessario disporre di quantità non indifferenti di sangue donato per il riempimento preliminare di essi.
Si è giunti quindi alla conclusione che i piccoli circuiti consentano una più completa, meno pericolosa e meno dispendiosa depurazione del sangue anche se i periodi di durata della dialisi sono molto lunghi (8-12 ore).
Il rene artificiale o dializzatore di Kiil con piccolo circuito alimentato dal sangue del paziente stesso che alla fine della dialisi riprende tutto il sangue circolante nell’apparecchio, è oggi il più utile per i pazienti con nefropatie croniche tanto gravi da imporre la depurazione uni o bisettimanale.
Un notevole progresso per la dialisi ambulatoria è derivato dal fatto che è possibile applicare e tenere a permanenza senza alcun danno per lunghi periodi di tempo piccole cannule (silastic ) in una arteria e in una vena di questi pazienti: la coagulazione del sangue si evita collegando la cannula arteriosa a quella venosa così da ottenere una piccola fistola (“ shunt “ arterio-venoso di Scribner e Quinton ) e quindi il passaggio continuo di sangue con flusso pulsatile in tutto il sistema.
Il reparto di Urologia dell’ospedale di Siena ha due reni di Kiil ed un rene di Kolff (tra venoso) con i quali è possibile trattare quotidianamente due pazienti che ammessi alla dialisi ambulatoriale possono essere dimessi nella stessa giornata del trattamento. I pazienti attualmente in cura costante sono cinque

L'articolo è tratto da "Nuove cronache di Siena", Anno I, N° 4, del 6 marzo 1969