Le nostre storie
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Se hai vissuto l'esperienza del trapianto, condividi la nostra
iniziativa e lo spirito con cui abbiamo raccontato le nostre storie, mandaci
il racconto della tua vicenda e noi la pubblicheremo. Come abbiamo fatto con
le storie di:
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ANNA
Trapianto di polmone
il 19 febbraio 2003
Sono nata a Torino 31 anni fa.. prematura con problemi polmonari…
dopo un mese di incubatrice me ne sono tornata a casa con la mia mamma…
guarita…
Dopo circa 16 anni di vita “normale” ho iniziato ad accusare
i primi segni di affaticamento polmonare… facevo molto sport a livello
agonistico e quindi ho dato la colpa di ciò ad un allenamento troppo
pesante per me…
Ho fatto dei controlli, i soliti che facevo per fare sport e risultava
tutto negativo… eppure io facevo fatica a respirare sotto sforzo…
Continuavo a lamentarmi… mi dissero che era una forma di stress
e che i miei polmoni stavano bene… così iniziai ad assumere
dei calmanti… la situazione non migliorava… dopo un paio di
anni passati così cominciò a venirmi una tosse insistente
che diventò presto cronica… finii in ospedale con una forte
polmonite… fecero dei controlli più accurati e mi dissero
che avevo un enfisema su entrambi i polmoni… il tipo di enfisema
non era operabile (a volte si può ridurre il polmone per recuperare
un po’ di funzionalità dello stesso) e oltre a ciò
la malattia andava avanti e non era curabile… avevo 25 anni…
il mondo mi crollò addosso… mi sentii senza forze, sola.
Iniziai una serie di cure per tentare di fermare l’evoluzione della
mia malattia… non servì.. continuavo a peggiorare e a perdere
peso…
Un lunedì mattina andai ai miei soliti controlli presso l’ospedale
di zona che mi aveva in cura… fu un duro colpo… ero da sola
e il medico mi disse che per me non poteva fare più nulla…
mi diede una lettera di presentazione per il primario del centro trapianti
di Torino dicendomi che solo lui avrebbe potuto aiutarmi.
La mattina seguente con la mia lettera mi presentai dal professore indicatomi
che mi accolse a braccia aperte in quella che ora è divenuta la
mia seconda famiglia…. Ricordo che mi sentii subito protetta..
le sue parole piene di speranza e di umanità mi fecero pian piano
risalire dal baratro di solitudine e rassegnazione in cui ero lentamente
ed inesorabilmente sprofondata nel corso dei mesi.
Mi disse che dovevo essere ricoverata per fare ulteriori accertamenti
e per verificare se era necessario ricorrere ad un trapianto e se questo
era possibile.
Feci tutto e mi dissero che non potevo essere trapiantata perché
il mio fisico era troppo debilitato… Non so cosa scattò in
quel momento nella mia testa ma so con certezza che tirai fuori tutte
le mie forze e le mie energie per risollevarmi e per riprendermi…
volevo essere trapiantata e mi avevano dato solo più 2 anni di
vita….
Così cominciai una “cura ingrassante”, la fisioterapia
respiratoria, la ginnastica e continuai ad andare a lavorare… non
volevo finire in un letto, sapevo che non mi sarei più rialzata.
Ritornai in ospedale 1 anno dopo per rifare gli accertamenti pre - trapianto…
15 giorni dopo mi ritrovai nell’ufficio del Dott. Mancuso a firmare
il consenso per la lista attiva… ero felice!
Dopo 15 giorni di lista attiva mi chiamarono… purtroppo fu un falso
allarme… i polmoni non erano compatibili e così fu anche
la volta successiva…. Ogni sera mi addormentavo con la stessa preghiera
sulle labbra: “Signore, ti prego veglia su di me ancora questa notte…
ti prego fammi arrivare al trapianto…” . Per me era un incubo
addormentarmi… mi svegliavo sempre in preda a crisi fortissime di
broncospasmo e mi sentivo soffocare…. L’ossigeno non era più
sufficiente.
Finalmente il 19/02/2003 alle ore 12.00 arrivò la telefonata che
aspettavo… rispose mio marito e mi disse: è ora! Mi misi
a piangere.. questa volta avevo paura.
Fu la volta decisiva…
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Una lacrima e un sorriso
Non lascerei gli affanni del mio cuore per le gioie della moltitudine.
E non muterei in una risata le lacrime che la tristezza fa sgorgare da
tutto il mio essere.
Vorrei che la mia vita restasse una lacrima e un sorriso.
Una lacrima per purificare il mio cuore e poter comprendere i segreti
della vita e gli arcani.
Un sorriso che mi avvicini ai miei simili e divenga il simbolo della lode
che rendo agli dèi.
Una lacrima per unirmi a coloro che soffrono;
un sorriso che sia il segno della mia gioia di vivere.
Kahlil Gibran |
Ricordo come fosse ieri il momento in cui mi sono svegliata in rianimazione…
un’emozione enorme, una gioia infinita… riuscivo a respirare…
non mi sembrava vero… dopo 14 giorni ero a casa, senza ossigeno..
riuscivo a camminare, ad andare al bagno da sola…. Riuscivo a
mangiare senza soffocare, a bere… sembrano cose banali ma per
chi come me ha sofferto di problemi respiratori sono dei miracoli veri
e propri… le mie prime passeggiate mi sembravano la cosa più
bella del mondo…. Camminare, sentire l’aria che entra nei
polmoni e che ti rigenera… dopo 6 mesi ero al mare… riuscivo
di nuovo a nuotare!!!!
Insomma ce l’ho fatta grazie a tutti coloro che hanno lavorato
per me, al loro affetto e alle loro cure premurose.
Ce l’ho fatta grazie a Christian che mi ha donato un polmone…
sono convinta che da lassù mi guardi e mi protegga.. Spero che
il Signore gli abbia riservato un posto importante….
Ce l’ho fatta grazie ai miei parenti più vicini…
mia mamma, la mia sorellina, i miei suoceri.
Ma soprattutto ce l’ho fatta grazie a un angelo che mi
sta sempre accanto… Marco, mio marito.
Non è stato facile per lui… ci sono stati dei momenti in
cui credevamo di non capirci… in cui non riuscivamo ad aiutarci…
in cui pensavamo che il nostro amore non sarebbe sopravvissuto…
invece tutto passa e ora sono felice… ecco cosa mi scrive….
Ti bacio, ti metto a dormire, ti guardo riposare.
Sei così bella...
Passo ore la notte a guardarti dormire, finalmente serena, finalmente
rilassata. Ore trascorse ad osservare rapito il tuo petto alzarsi ed
abbassarsi ritmicamente, in quella magia che troppo spesso diamo per
scontata...quella magia che si chiama respiro.
Guardo, un po' più in là, la bombola dell'ossigeno, abbandonata
in un angolo come un grosso aspirapolvere in disuso. Quante notti hai
trascorso lottando con tutta te stessa per mettere insieme una manciata
di ore di sonno agitato, schiava di quella macchina, affamata di quel
soffio vitale che vedevi sfuggire ogni giorno di più...quante
notti sono stato con l'orecchio teso ad intercettare ogni minima interferenza
in quel rapido ritmo di respiri corti...
Ora riposi, finalmente.
Sono orgoglioso di te. Te l'ho mai detto? Hai affrontato questo calvario
con una forza d'animo sovrumana, per tutto il lungo periodo in cui sei
stata aggrappata alla vita con le unghie sembrava che la tua massima
preoccupazione fosse quella di rassicurare i tuoi cari sul fatto che
in fondo andava tutto bene o quasi...solo io ho visto la vera disperazione
nei tuoi occhi, solo a me non sei riuscita a nascondere la tentazione
di scegliere la strada più semplice...quella più dolorosa
per noi ma più breve e risolutiva per te. Sono orgoglioso di
te soprattutto perché sei riuscita a superare anche quei momenti.
Ti sono grato, perché sei ancora qui con me.
Ora che il destino ti ha dato una seconda occasione hai una grossa responsabilità,
nei confronti miei e di tutte le persone che ti amano: devi vivere appieno
ogni giorno, ogni minuto, ogni istante che ti è stato donato.
Non piegarti ai doveri quotidiani, non sentirti perennemente in dovere
di sobbarcarti i problemi di chi ti circonda...non lasciare mai più
che persone grette ed egoiste si approfittino di te. Hai il dovere di
sfruttare completamente questa enorme possibilità che ti è
stata offerta e per cui hai tanto lottato.
Intanto, riposa. Sei così bella…non sai neanche tu quanto.
Il tuo viso rilassato è il più grande premio che potessi
ricevere; il tuo sorriso, la luce che illumina le mie notti.
Ti amo. Grazie per essere ancora con me.
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