banda di trapiantati

rinascere ha un sapore speciale
profuma di fresco e di mattino
ha il colore biancoargento della bruma
e la sensazione di avere ancora tempo a disposizione
perchè il giorno è appena cominciato

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Se hai vissuto l'esperienza del trapianto, condividi la nostra iniziativa e lo spirito con cui abbiamo raccontato le nostre storie, mandaci il racconto della tua vicenda e noi la pubblicheremo. Come abbiamo fatto con le storie di:
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Sono nato a Firenze, in via dei Benci, ho vissuto lì fino a 10 anni, poi sono andato a Roma ed adesso vivo a Siena "la più bella delle città"

Ho imparato a nuotare a Calafuria, avevo 8 anni, che bei ricordi su quegli scogli!!

Sono volontario alla Pubblica Assistenza

e ..tifoso della Lazio

Mi piace dialogare, corrispondo volentieri, perciò se volete scrivermi questo è il mio indirizzo e-mail

sandrolik@gmail.com

Mi chiamo Sandro.

Sono stato chiamato una prima volta a Cisanello dopo solo un mese che ero in lista per il trapianto del fegato, ma, alle 2 di notte, dopo ricovero, depilazione e clistere.. che delusione! “Ci dispiace il fegato non è compatibile, il trapianto non è possibile.”
Questa è stata la mia prima esperienza, devo dire abbastanza scoraggiante, ma ero stato avvertito che poteva succedere e cercai di tranquillizzarmi e farmi coraggio: “Ci sarà un’altra occasione!” mi dissi, ma non potevo nascondermi la sottile angoscia di pensare alla morte di quel donatore e l’idea che la mia salvezza dipendesse dalla morte di qualcuno mi faceva sentire come un senso di colpa: "come potevo provare gioia e speranza di una nuova vita se questo nasceva dalla fine e dal dolore di qualcun altro?" Sentimenti contrapposti coabitavano in me, ma intanto la situazione del mio fegato si faceva sempre più critica: avevo un prurito in tutto il corpo, assillante, neanche le medicine riuscivano più a lenire quello che era diventato un vero incubo.

Finalmente il 27 settembre 2006 arrivò la telefonata tanto agognata: “Stanotte! Venga c’è una donazione per lei!”.
Via a Pisa, guidava il figlio .. ed io avevo una paura..!!
Sala operatoria, mi risveglio dopo tre giorni, sono salvo! Passo tre mesi a Cisanello e poi a casa. I due anni successivi sono stati un po’ un calvario. Avanti e indietro Siena- Pisa… Si, ci sono state delle complicazioni, ma alla fine tutto si è risolto per il meglio. Ed eccomi qui a raccontarvi questa storia.

In certi momenti mi son sentito disperato, credevo di non farcela, ma grazie alla forte vicinanza di mia moglie e al grande aiuto di mio figlio Giuseppe, la mia voglia di vivere ha avuto il sopravvento: senza il loro aiuto non ce l’avrei fatta!
La vita a volte è veramente imprevedibile: non posso fare a meno di pensare che due persone sono morte e generosamente mi hanno offerto l’opportunità di un’altra vita. Si proprio così: un’altra vita perché, siamo sinceri, il trapianto è un po’ come rinascere, quasi come il miracolo di Lazzaro..
Ancora non mi pare possibile, in certi momenti vorrei poter sapere chi mi ha donato questa seconda vita e poter dimostrare la mia gratitudine. Ogni giorno ricorre nei miei pensieri. Non voglio essere retorico né prolisso, ma la sensazione di riconoscenza è grande e ancora oggi il pensiero che la mia nuova vita dipenda da quella perduta da un altro essere umano, mi fa sentire, per un breve momento, un leggero senso di colpa che subito scaccio via al pensiero che l’atto di generosità e d’amore di quello sconosciuto e dei suoi parenti merita come ringraziamento pensieri di pace e serenità e non sensi di colpa.

Dopo un' esperienza come il trapianto, posso affermare che la vita oltre che cambiare sotto l’aspetto fisico, cambia anche sotto l’aspetto psicologico, pratico, di tutti i giorni: problemi che prima mi assillavano ora mi scivolano addosso come gocce d’acqua! Cosa dire poi della sensazione, o meglio della paura, del rigetto? Anche questa non è poco: tutti i santi giorni mi sveglio e penso alla bellezza di essere vivo… “Ancora va bene! non ci sono segni infausti, che bello!! “ Si va avanti così, giorno per giorno ed è bellissimo assaporare quotidianamente questa sensazione di felicità, la piena consapevolezza di essere vivo e che la vità è bella ed è da gustare attimo per attimo! … e tutto questo grazie ad un dono, un vero dono d’amore!!

Infine ci tengo a ringraziare anche tutto il personale medico e paramedico di Cisanello: sono stato assistito dai dottori e dalle infermiere in maniera stupenda ed amorevole, veramente encomiabile e con una umanità non facile a trovare di questi tempi!!

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ridare la vita con la forza dell’amore
anche dopo la vita.

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ultima modifica 17 giugno 2010